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L'accesso alla Fortezza Spagnola.

La Fortezza Spagnola è un'imponente fortificazione costiera situata a Porto Santo Stefano, capoluogo del comune sparso di Monte Argentario.

Attualmente è adibita a struttura museale.

Storia[]

Il complesso venne costruito tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo con l'entrata di Porto Santo Stefano nello Stato dei Presidi, allo scopo di difendere la costa e il paese e respingere attacchi e incursioni nemiche provenienti dal mare. Prima dell'edificazione della fortezza, sul luogo si trovava la quattrocentesca torre fatta costruire dai senesi, della quale furono riutilizzati alcuni materiali edilizi.

Veduta dalla fortezza.

I lavori, che procedevano lentamente, furono terminati nel 1636 con alcune migliorie apportate dall'ingegnere militare Pedro Álvarez. Nei primi del XIX secolo, durante il periodo napoleonico, la fortificazione fu potenziata dai francesi per resistere agli assalti delle navi britanniche. Ristrutturata dai Lorena dopo l'annessione al Granducato di Toscana, la fortezza continuò a svolgere le funzioni militari anche dopo l'unità d'Italia, fungendo da presidio strategico durante la prima guerra mondiale. Nel secondo dopoguerra fu parzialmente modificata con l'aggiunta di due corpi di fabbrica per ospitare temporaneamente gli uffici del Comune.

Recentemente restaurata, è adibito a complesso museale dal 1997 con l'inaugurazione di mostre su argomenti del territorio. Attualmente ospita le mostre permanenti Memorie sommerse e Maestri d'ascia, allestite con l'intenzione di renderle parte, nel futuro, di un eventuale museo del mare di Porto Santo Stefano.

Le mostre fanno parte della rete museale provinciale Musei di Maremma.[1]

Mostre permanenti della Fortezza Spagnola[]

Vedere anche Mostre permanenti della Fortezza Spagnola: Memorie sommerse e Maestri d'ascia

I camminamenti della fortezza.

La mostra permanente Memorie sommerse è allestita al fine di ripercorrere le varie tappe della ricerca archeologica subacquea, esponendo i vari reperti rinvenuti dagli anni sessanta ad oggi nel mare prospiciente le coste della Maremma, quale testimonianza delle intense attività commerciali lungo le rotte del Mediterraneo.[2]

La mostra permanente Maestri d'ascia intende invece documentare la tradizione dei costruttori di imbarcazioni, perlopiù legate alle attività di pesca, che all'Argentario possono vantare una storia millenaria.[3]

Note[]

Bibliografia[]

  • Gualtiero Della Monaca, Domenico Roselli, Giuseppe Tosi, Fortezze e torri costiere dell'Argentario, Giglio e Giannutri, Laurum Editrice, Pitigliano, 1996, pp. 68-77.
  • Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Nuova Immagine Editrice, Siena, 1999, p. 217.
  • Andrea Semplici, La Maremma dei musei. Viaggio emozionale nell'arte, la storia, la natura, le tradizioni del territorio grossetano, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2012, pp. 132-135.
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