La tomba della Pietrera, dromos d'ingresso.

L'area archeologica di Vetulonia è un sito archeologico situato nei pressi di Vetulonia, nel territorio comunale di Castiglione della Pescaia.

Il sito è stato scoperto alla fine del XIX secolo dall'archeologo Isidoro Falchi.

È caratterizzato dai resti dell'abitato di età ellenistica, localizzato a Poggiarello Renzetti, lungo la strada comunale, a Costa Murata e a Costia dei Lippi, nei pressi del cimitero moderno e dalle suggestive necropoli distribuite sui colli che circondano l'abitato.

Le più antiche tombe a pozzetto di età villanoviana, semplici buchi scavati nel terreno ove deporre i resti dei cremati entro vasi biconici o rune a capanna, non più riconoscibili all'interno della folta macchia mediterranea, sono state progressivamente sostituite dalle fosse per inumati, sovente raccolte entro circoli di pietre conficcate verticalmente al suolo, atti a delimitare i membri appartenenti ad uno stesso gruppo familiare. Fra le tombe a circolo, talora ancora individuabili sul terreno, ricordiamo il Circolo di Bes, il Circolo dei Monili, il Circolo del Tridente, i due Circoli delle Pellicce, il Circolo dei Leoncini d'Argento, la Tomba del Littore e la Tomba del Duce. Particolarmente interessanti sono, nella seconda metà del VII secolo a.C., le due tombe monumentali, la Tomba della Pietrera e la Tomba del Diavolino, costruite a camera quadrangolare con falsa cupola, accessibili tramite un lungo corridoio (dromos) e ricoperte da un grande tumulo di terra.

I reperti rinvenuti nelle necropoli vetuloniesi sono conservati principalmente nel Museo archeologico nazionale di Firenze, nel Museo civico archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia e nel Museo archeologico e d'arte della Maremma di Grosseto.

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